Archivio News

Ricordo di Modesta Valenti alla Stazione Termini, 2 febbraio 2013

Intervento di Mons. Zuppi (Allora Vescovo Ausiliario di Roma Centro, oggi Arcivescovo di Bologna)

        

Concludo questa bellissima  cerimonia con una prima considerazione. La stazione effettivamente porta nel  cuore della città. E' anche, però, uno dei posti più anonimi, che a volte diventa terribilmente  anonimo, in cui non ti rendi conto, calpesti l’altro, devi andare dalla tua parte, non ti interessa. Spesso mette anche  paura. Essere qui dopo 30 anni, per ricordare un nome, cioè una persona, un nome che sarebbe stato un non-nome, anonimo, tanto che, come ricordava Francesca, a all'altro  è il senso del cuore della città.

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IL FILM DI DE MATTEO

 Dal Sito http://www.cinquegiorni.it 

edizione del 11/10/2012

 

Mastandrea “equilibrista”

Il volto dei nuovi disperati Giulio (Valerio Mastandrea) ha quarant’anni e una vita apparentemente tranquilla.

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Lunga è la notte

Dal Sito http://www.cinquegiorni.it

edizione del 11/10/2012

di Ester Trevisan

Homeless migranti Da Termini alle periferie

Cacciati dal centro dopo il restyling per il Giubileo, i senza dimora che non trovano posto nei centri di accoglienza e dormono per strada si spostano verso Tuscolana, Laurentina, Monte Sacro e Nuovo Salario

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Gli invisibili

Dal Sito http://www.cinquegiorni.it

edizione del 11/10/2012

di Ester Trevisan

Soli e poveri Senzatetto in aumento a Roma 

Secondo un rapporto diffuso martedì scorso dall’Istat, nel 2011 lla capitale ha incrementato quasi di un terzo il numero dei clochard, passando da circa 6000 a 7.827

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Quando a chiedere l’elemosina siamo noi

dal sito http://vociromane.corriere.it

27 febbraio 2012
di Mario Marazziti

Ne ho visti tanti. Ne ho viste tante. Ma è la prima volta. Sui “barboni” c’è una letteratura. La favola più comune, quella che circola di più tra chi non è mai stato a vivere per strada è che lo si fa “per scelta”. Un alone di poesia, un po’ bohémien, un po’ Charlie Chaplin, rafforzato dall’impressione che siano tutti un po’ strani, i “barboni”. Se poi lo si sia prima di finire per strada o dopo e se le relazioni con l’ambiente diventino strane proprio per le condizioni difficili di vita, normalmente non ce lo si chiede.

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